Di fronte al mar Ionio, dove la storia del Mediterraneo incontra la forza della natura, una panchina di legno si affaccia su uno specchio d’acqua immobile. Un’oasi di pace, risultato di una straordinaria rinascita. Il silenzio che avvolge la vegetazione rigogliosa e il riflesso perfetto del cielo sull’acqua salmastra raccontano una storia di resilienza: quella di una natura che, ferita dagli elementi, ha saputo curarsi, ridisegnando i propri confini.
L’alluvione del 2011
Facciamo un passo indietro nel tempo, fino alla notte tra l’1 e il 2 marzo del 2011. Una devastante alluvione si abbatté sull’area ionica del tarantino occidentale. In poche ore, una enorme quantità d’acqua trasformò i fiumi in torrenti distruttivi. Il bilancio fu pesante: intere aziende agricole e turistiche messe in ginocchio, evacuazioni e danni calcolati per milioni di euro. La forza d’urto dell’acqua fu tale da sventrare parte della pineta e, soprattutto, tale da riaprire con violenza l’alveo del fiume Bradano, inghiottendo la spiaggia adiacente e sommergendo i terreni retrostanti.
L’onda di piena spazzò via una parte dei cordoni dunaari. Senza più la barriera naturale delle dune, il mare penetrò successivamente nell’entroterra, occupando la depressione a ridosso del mare. In ultimo, l’interazione tra i sedimenti fluviali e l’azione di sbarramento dei cordoni dunali isolò una depressione topografica. L’acqua marina penetrata e l’acqua dolce del Bradano rimasero “intrappolate” in questa conca retrodunale, non riuscendo più a defluire.
Laddove c’erano ferite, la natura ha colonizzato i nuovi spazi, trasformando l’area allagata in una laguna costiera di rara bellezza, un avamposto dove il mare e l’acqua dolce si incontrano.
Tra Storia e Mitologia: la sentinella del XVI secolo
Il nome di quest’area non è casuale. A pochi passi da questo paradiso acquatico sorge Torre Mattoni, una maestosa torre costiera di avvistamento eretta nel XVI secolo, durante il vicereame spagnolo di Don Pedro da Toledo.
Un tempo, i soldati scrutavano l’orizzonte da questa fortezza per difendere l’entroterra dalle sanguinose incursioni dei pirati saraceni. Oggi, la torre assiste a un’invasione del tutto diversa, pacifica e spettacolare: quella degli uccelli migratori. L’area fa infatti parte della Riserva Naturale Statale Stornara, e nell’area naturale Pinete dell’Arco Ionico, classificata come Sito di interesse comunitario.
Un santuario di biodiversità a ridosso del mare
La nascita di questa nuova zona umida ha creato l’habitat perfetto per specie animali. Camminando lungo i sentieri che costeggiano la foce del Bradano, tra i profumi della macchia mediterranea e i pini d’Aleppo, non è raro avvistare aironi cenerini, garzette, il raro Cavaliere d’Italia, il Martin Pescatore. Per citarne alcuni.
Un pianeta in continua evoluzione
Conoscere la storia di Torre Mattoni significa comprendere l’equilibrio delicatissimo del nostro pianeta. Questo luogo ci ricorda come la nostra Terra sia in continua evoluzione e come l’unico modo per convivere con la forza degli elementi sia la prevenzione, lasciando alla natura lo spazio necessario per respirare, curarsi e continuare a stupirci.

