Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di fenomeni meteorologici estremi, soprattutto di nubifragi o flash food. Quanto c’è di vero in questa percezione? Per rispondere, ho analizzato oltre 100 anni di dati storici su precipitazioni e temperature a Taranto, dal 1921 al 2024.
DATI E METODO
L’analisi si è concentrata su alcuni parametri chiave:
- Pioggia media per evento: ho calcolato il rapporto tra la precipitazione totale annua e il numero di giorni piovosi. Per definire un “giorno di pioggia”, ho adottato lo standard meteorologico di almeno 1,0 mm di pioggia in 24 ore, così da escludere fenomeni minori come rugiada o pioviggine.
- Numero di giorni piovosi all’anno.
- Temperature medie annue.
- Per individuare i trend, è stata applicata una regressione lineare e analizzata la correlazione tra l’aumento delle temperature e la variabilità delle precipitazioni.
RISULTATI PRINCIPALI
L’equazione della retta di regressione è risultata: y = 0,0153x + 7,4427, con un coefficiente di determinazione (R²) di 0,0905. In termini pratici: la pioggia media per evento è aumentata di circa +0,0153 mm all’anno, pari a +1,5 mm/evento nell’arco di 104 anni.
Il valore di R² (9%) indica che la variabilità naturale tra gli anni è molto più forte rispetto al trend lineare.
La media mobile mostra un lieve rialzo dell’intensità delle piogge, soprattutto dagli anni ’90 fino al 2019, ma senza segnali di un’accelerazione improvvisa.
EVENTI ESTREMI RECENTI
Se nella media statistica il cambiamento è lieve, alcuni episodi estremi raccontano una storia diversa.
Un esempio emblematico è l’alluvione del 2015, causata da un cluster multicellulare con rigenerazione sopravvento, che ha prodotto:
87,8 mm di pioggia in 1 ora
138,4 mm in 3 ore
194,4 mm in 6 ore
201,8 mm in 12 ore
Tuttavia, eventi di questo tipo, a cui se ne aggiungono altri, pur drammatici, vengono “smorzati” nelle medie annuali e risultano quindi meno visibili nelle statistiche generali. E’ bene dire che non mi è possibile dimostrare se l’evento del 2015 abbia una relazione causa-effetto con il clima che cambia o se rappresenti un evento con tempo di ritorno secolare. Per attribuire un evento meteorologico estremo al cambiamento climatico, è necessario effettuare uno studio di attribuzione. La scienza dell’attribuzione fornisce un quadro metodologico per valutare il grado di influenza del cambiamento climatico su un evento meteorologico.
TEMPERATURE
L’analisi delle temperature medie annue dal 1921 al 2024 evidenzia un aumento netto. Questo riscaldamento ha avuto effetti sulla variabilità delle piogge:
La deviazione standard delle precipitazioni annue è quasi raddoppiata rispetto agli anni ’50.
Il coefficiente di correlazione tra temperatura media e variabilità delle piogge è di +0,71, indicando una forte correlazione positiva.
In altre parole, con l’aumento delle temperature, si alternano più spesso anni estremamente secchi e anni molto piovosi, con una maggiore incidenza di fenomeni estremi.
SINTESI:
Lo studio attribuisce un aumento dell’intensità media delle precipitazioni di circa +1,5 mm/evento in 104 anni.
Un netto aumento delle temperature.
Una maggiore variabilità delle piogge, fortemente correlata all’aumento termico.
Eventi estremi più frequenti e intensi, anche se le medie annuali mostrano cambiamenti modesti.
Questi risultati sono in linea con quanto previsto dall’IPCC: un clima più caldo tende a rendere gli eventi estremi più intensi e irregolari, senza aumentare necessariamente la pioggia totale.
CONCLUSIONI
Possiamo quindi affermare che, sì, a Taranto le precipitazioni si stanno estremizzando, seppure in modo graduale.
Dal 1921 al 2024, l’intensità media della pioggia per evento è aumentata di circa 20% su base secolare, a cui seguono periodi siccitosi più lunghi. Il cambiamento si nota più chiaramente nei singoli eventi estremi piuttosto che nelle medie annuali.
Riferimenti bibliografici:
- Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione Puglia
- Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN).
- Elaborazioni testuali e grafiche: Renato Sansone
