Il clima di Taranto è cambiato profondamente nell’ultimo secolo, come dimostra lo straordinario record storico di freddo mensile registrato novantacinque anni fa. Il 25 settembre 1931 la città dei due mari segnò l’incredibile valore di 8,8°C. Questa temperatura, registrata dal termometro a minima dell’osservatorio dell’epoca, rappresenta il valore termico più basso mai toccato a Settembre nel capoluogo ionico da quando esistono le misurazioni regolari. Un picco di freddo che oggi, all’inizio dell’autunno astronomico, sarebbe impossibile da raggiungere.
L’ultima volta che la città ha visto scendere la “colonnina di mercurio” sotto la soglia dei 10°C a Settembre, è stato nel lontano 1971, segno di una tendenza al riscaldamento ormai evidente e consolidata.
Per capire quanto sia profondo questo mutamento, basta guardare alla nostra cronaca recente. Nelle scorse ore, la stazione meteorologica di Taranto Borgo ha registrato una minima di 16,0°C. In città, questo crollo termico è stato accolto da tutti come una benedizione: una sferzata di aria “fresca” che ha finalmente sancito la fine di un caldo anomalo e opprimente durato per mesi.
Eppure, i dati ci mettono davanti a una realtà inequivocabile: quella temperatura che oggi accogliamo e che ci fa correre a coprirci, è in verità ben lontana dagli estremi freddi che caratterizzavano il nostro territorio nei decenni passati.
Un tempo faceva semplicemente parte della normale variabilità del nostro clima. Questo cortocircuito dimostra non solo come stiano mutando rapidamente le temperature stesse nel corso degli anni, ma anche come si stia drammaticamente spostando la nostra percezione del tempo, abituata ormai a una nuova e più calda normalità.
