Taranto e il punto di rugiada: anatomia del caldo opprimente

Nel corso della stagione estiva, i bollettini meteorologici e le conversazioni quotidiane si concentrano quasi esclusivamente su un parametro: la temperatura dell’aria. Tuttavia, quando l’atmosfera si fa pesante, afosa e irrespirabile, il vero responsabile non è necessariamente il termometro, bensì il punto di rugiada (noto internazionalmente come dew point). Questo parametro assume un’importanza cruciale per spiegare perché giornate con temperature apparentemente moderate (come ad esempio 30-34°C) possano trasformarsi in un incubo di calore opprimente.

CHE COS’E’ IL PUNTO DI RUGIADA?

Scientificamente, il punto di rugiada è definito come la temperatura alla quale l’aria deve essere raffreddata (a pressione costante) affinché diventi completamente satura. In parole semplici, rappresenta la soglia termica al di sotto della quale il vapore acqueo presente nell’atmosfera condenserebbe in acqua liquida, formando rugiada, nebbia o brina. A differenza dell’umidità relativa, che esprime il rapporto percentuale tra l’umidità presente nell’aria e la quantità massima che quell’aria può trattenere a una data temperatura, il punto di rugiada è una misura assoluta.

PERCHE’ IL DEW POINT DETERMINA IL DISAGIO UMANO?

Il corpo umano possiede un sofisticato sistema di termoregolazione basato sulla sudorazione. Quando la temperatura interna sale, le ghiandole sudoripare rilasciano umidità sulla pelle; l’evaporazione di questo sudore sottrae calore corporeo, garantendo il raffreddamento dell’organismo. L’efficienza di questo processo dipende da quanto l’aria circostante è disposta ad accogliere nuova umidità: con un dew point basso l’aria è affamata di vapore. Il sudore evapora, regalandoci una sensazione di minor disagio anche a temperature elevate. Al contrario, con un dew point alto l’aria è già carica di umidità. Il sudore non riesce a evaporare e ristagna sulla pelle, impedendo al corpo di dissipare il calore in eccesso. La temperatura interna sale, innescando un senso di spossatezza, affaticamento e oppressione toracica.

Immagine esemplificativa generata da IA

LA SCALA DEL DISAGIO TERMICO

Ma cosa significa, dew point alto o basso? Per comprendere l’impatto fisiologico del punto di rugiada sulla vita di tutti i giorni, la climatologia utilizza una scala di riferimento standardizzata:

TARANTO, LA CITTA’ DEI DUE MARI

Se la teoria scientifica spiega i meccanismi meteorologici generali, la geografia dimostra perché le città costiere subiscano in modo particolarmente afoso le ondate di calore estivo. Nel caso specifico di Taranto, la città sorge in una posizione geografica straordinaria e complessa, letteralmente abbracciata dal Mar Grande e dal Mar Piccolo. Questa conformazione geomorfologica, se da un lato conferisce alla città un fascino ineguagliabile, dall’altro la trasforma in una fabbrica di umidità naturale.

Durante le estati mediterranee contemporanee, caratterizzate da ondate di calore persistenti, le acque superficiali del Mar Ionio e dei seni tarantini raggiungono temperature elevate, spesso prossime o superiori ai 28-30°C. Questo riscaldamento anomalo innesca un’evaporazione massiccia e continua, spingendo il mare ad accumulare un’enorme quantità di energia termica durante le ore di sole, per poi rilasciarla lentamente durante la notte. Questo rilascio mantiene il punto di rugiada elevato anche dopo il tramonto e, quando il dew point notturno si attesta sui 20°C e oltre, l’atmosfera rimane umida e soffocante. Di conseguenza, l’organismo umano si ritrova nell’impossibilità di trovare sollievo termico persino nelle ore notturne, subendo un accumulo di stress che compromette la qualità del sonno e genera una spossatezza cronica in tutta la cittadinanza.

Immagine esemplificativa dalla nostra rete di monitoraggio.

Se nei decenni passati la brezza di mare era associata al sollievo e alla frescura, gli ultimi anni caratterizzati da temperature marine proibitive hanno invertito questa tendenza, facendo sì che la brezza che spira verso la costa non trasporti più aria fresca, bensì vapore acqueo saturo. Ed è anche per questo, oltre ad altri complessi fattori fisici e sinottici a larga scala, che le estati contemporanee rappresentano un vero e proprio calvario per i soggetti più fragili.

Vi ricordiamo che è possibile visionare i valori dalla nostra rete meteorologica di monitoraggio.

Renato Sansone

Giornalista scientifico iscritto all’Ordine dal 2013, ha consolidato la propria formazione attraverso il praticantato giornalistico, avviando una carriera dedicata alla divulgazione presso prestigiose testate di settore. Parallelamente all'attività redazionale, dal 2007 conduce una ricerca specialistica sui raffreddamenti radiativi nelle doline carsiche. In collaborazione con Arpa Veneto, ha approfondito dinamiche mesoclimatiche rare e ancora poco documentate, come la tracimazione del cold air pool tra sinkhole limitrofi. Esperto di monitoraggio ambientale, ha ideato e coordinato il progetto che ha portato al rilievo dello storico record di -30,8°C ai Piani del Pollino, la temperatura più bassa mai registrata nel Sud Italia.