E’ online la stazione meteorologica di Taranto 2

Taranto 2 ha la sua nuova stazione meteo di rilevamento, unendosi ufficialmente alla rete di monitoraggio urbano di GeoTaras. La nuova installazione vanta la stessa strumentazione tecnologica dei due siti precedenti, Taranto Borgo e Taranto Montegranaro Italia, consentendo una comparazione scientifica perfetta e standardizzata dei dati mesoclimatici tra le diverse aree della città.

Ecco i dettagli della nuova infrastruttura e le prossime novità in arrivo.

Posizione e parametri monitorati

La stazione è situata a 35 metri sul livello del mare. La sua posizione strategica nell’area sud-orientale del nucleo urbano, nel primo entroterra del Golfo, permette di monitorare una zona finora scoperta da altri rilevamenti meteorologici.

Il sistema rileva in tempo reale:

  • Temperatura
  • Umidità
  • Punto di rugiada
  • Pressione atmosferica
  • Radiazione solare
  • Indice UV
  • Velocità e direzione del vento
  • Pioggia (a breve)

Per garantire il massimo allineamento con le stazioni di Borgo e Montegranaro, l’infrastruttura utilizza la seguente componentistica:

  • Sensore termo-igrometrico WH32_EP: per la massima accuratezza termica.
  • Schermo solare SmarT CELLino (Siap+Micros): schermo professionale che protegge il sensore dai falsi picchi di calore.
  • Anemometro a coppette WS68: per il rilevamento della velocità e della direzione del vento.
  • Console gateway WN_1980C: riceve i dati via radio e li carica istantaneamente su cloud tramite modem.
  • Gruppo di continuità (UPS): garantisce la continuità operativa e l’invio dei dati anche in caso di blackout elettrico.

Sviluppi futuri: webcam e pluviometro

Il progetto Taranto 2 continua a evolversi. Presto l’area ospiterà un pluviometro per il calcolo delle precipitazioni e due webcam per il monitoraggio visivo in tempo reale. Questi nuovi strumenti offriranno un prezioso “occhio” sulla città e si aggiungeranno alla webcam già attiva a Taranto Borgo.

Tutte le stazioni di rilevamento

Renato Sansone

Giornalista scientifico iscritto all’Ordine dal 2013, ha consolidato la propria formazione attraverso il praticantato giornalistico, avviando una carriera dedicata alla divulgazione presso prestigiose testate di settore. Parallelamente all'attività redazionale, dal 2007 conduce una ricerca specialistica sui raffreddamenti radiativi nelle doline carsiche. In collaborazione con Arpa Veneto, ha approfondito dinamiche mesoclimatiche rare e ancora poco documentate, come la tracimazione del cold air pool tra sinkhole limitrofi. Esperto di monitoraggio ambientale, ha ideato e coordinato il progetto che ha portato al rilievo dello storico record di -30,8°C ai Piani del Pollino, la temperatura più bassa mai registrata nel Sud Italia.