L’uomo è capace di imprese straordinarie. Ha esplorato gli abissi oceanici, ha raggiunto la Luna, ha osservato galassie lontane miliardi di anni luce e ha sviluppato conoscenze che un tempo sembravano appartenere alla fantasia. Eppure, la stessa specie che è riuscita a scrutare l’universo continua a distruggere il mondo che le ha permesso di esistere.
Ogni anno milioni di ettari di foreste vengono divorati dagli incendi, spesso provocati dall’uomo. I fiumi e gli oceani si riempiono di plastica e sostanze tossiche. L’aria che respiriamo è appesantita dall’inquinamento, mentre il clima cambia a un ritmo che la natura fatica a sostenere. Interi ecosistemi scompaiono, specie animali e vegetali si estinguono e il consumo incontrollato delle risorse mette a rischio il futuro delle prossime generazioni.
Paradossalmente, tutto questo accade sul pianeta più straordinario che conosciamo. La Terra ci offre aria respirabile, acqua liquida, una gravità ideale, un’atmosfera che ci protegge dalle radiazioni, una temperatura compatibile con la vita e una biodiversità che non ha eguali nel Sistema Solare. Non esiste, almeno per quanto oggi sappiamo, un altro luogo capace di offrirci così tanto.
Questo articolo nasce proprio da questa consapevolezza. Attraverso un viaggio tra pianeti, lune ed esopianeti, scopriremo quanto siano estreme e inospitali le condizioni che caratterizzano il resto dell’universo. Solo confrontando la Terra con gli altri mondi possiamo comprendere fino in fondo quanto siamo fortunati.
Forse, osservando ciò che ci circonda da una prospettiva più ampia, impareremo a guardare il nostro pianeta con occhi diversi. Perché la Terra non è semplicemente il luogo in cui viviamo: è un’eccezione cosmica, un equilibrio rarissimo che abbiamo il privilegio di chiamare casa.
E se davvero comprendessimo quanto sia unica, forse smetteremmo di trattarla come se fosse infinita.
UN VIAGGIO NEL COSMO
A differenza di altri pianeti, l’atmosfera che ci circonda permette di respirare all’aperto. Se vivessimo su Marte, ad esempio, le particelle di ruggine richiederebbero adattamenti significativi. Saremmo costretti a vivere in scafandri dotati di supporto vitale, inalando anidride carbonica anziché azoto e ossigeno. La sottile atmosfera marziana (cento volte meno densa di quella terrestre) e l’assenza di un campo magnetico globale ci renderebbero vulnerabili alle radiazioni dannose che danneggiano le cellule e il DNA. Inoltre, la bassa gravità (pari al 38% di quella terrestre) indebolirebbe le nostre ossa. La vita, inoltre, sarebbe meno piacevole: c’è molta sabbia, ma mancano laghi e oceani, e la temperatura media si aggira intorno ai –63°C.
1) UN SUOLO SU CUI CAMMINARE
La Terra ci offre un terreno stabile su cui camminare. Se vivessimo su un qualsiasi pianeta gassoso o sul Sole, sprofonderemmo nella sua stessa atmosfera. La nostra stella è una gigantesca palla di plasma o gas surriscaldato. La sua superficie più esterna, la fotosfera, raggiunge temperature superiori ai 5500°C (fino a dieci volte la temperatura della lava), e l’assenza di uno strato roccioso ci farebbe sprofondare per circa 330.000 chilometri, fino a incontrare uno strato di plasma compresso e denso come l’acqua. Tuttavia, non galleggeremmo, poiché saremmo schiacciati da una pressione 4,5 milioni di volte superiore a quella della Fossa delle Marianne, il punto più profondo dei nostri oceani.
Inoltre, essendo la gravità del Sole 28 volte più forte di quella terrestre, un adulto di 77 kg peserebbe 2245 kg, come indossare un SUV sulla schiena. Anche se ci imbattessimo in una macchia solare, una regione più fredda della superficie della nostra stella formata da intensi campi magnetici, troveremmo temperature di circa 1600°C, ancora troppo elevate per sopravvivere
2) L’ACQUA
C’è solo un luogo nel nostro Sistema Solare molto simile alla Terra: è Titano, il più importante satellite di Saturno e la seconda luna più grande dopo Ganimede (Giove). È il mondo che più si avvicina al nostro. La sua atmosfera densa ci ricorderebbe casa, anche se la pressione dell’aria è leggermente superiore a quella terrestre.
L’atmosfera difenderebbe gli umani dalle radiazioni nocive e, come la Terra, Titano ha anche nuvole, pioggia, laghi e fiumi e persino un oceano sotterraneo di acqua salata. Anche il terreno e il paesaggio circostante sembrano stranamente simili ad alcune parti della Terra, ma non è tutto oro quel che luccica! Titano non presenta ossigeno nella sua atmosfera e i fiumi e i laghi descritti sono composti di metano liquido. I nostri corpi sono più densi, quindi affonderebbero come massi.
Sul satellite, inoltre, la grande distanza che lo separa dalla nostra stella non consente di osservare un disco solare ampio, e la sua atmosfera nebulosa tende inoltre ad oscurare la luce, facendo apparire il giorno come il nostro crepuscolo.
2) LE STAGIONI
Fin dall’antichità, l’uomo ha seguito l’alternarsi delle stagioni. Alcuni popoli antichi celebravano o erigevano megaliti durante le stagioni di transizione. Il passaggio dall’inverno alla primavera ha sempre rappresentato una rinascita, specialmente per la natura. Al contrario, il passaggio verso la buia stagione invernale generava miti opposti. Queste variazioni sono determinate dall’inclinazione di 23,5° del nostro pianeta lungo il suo asse.
Venere, ad esempio, non ha stagioni, sebbene alcuni indizi suggeriscano che un tempo potessero esserci. La sua atmosfera è 55 volte più densa di quella terrestre, con una temperatura superficiale di circa 465°C tutto l’anno. Sarebbe come vivere nel nostro forno. Questa atmosfera opprimente impedisce la vista del cielo, rendendo la superficie una sorta di penombra con continui rombi di tuono e visibilità precaria.
In realtà, un vantaggio rispetto alla Terra c’è: l’anno venusiano, composto da 225 giorni terrestri, è più corto del suo giorno (243 giorni terrestri). Questo perché la rivoluzione attorno al Sole è più rapida della sua rotazione. Ciò significa che potresti festeggiare il tuo compleanno ogni giorno.
3) LA GIUSTA GRAVITA’
Secondo la scienza, i buchi neri sono oggetti così densi che nemmeno la luce può sfuggire. La superficie di un buco nero è un’area chiamata”orizzonte degli eventi“, un limite oltre il quale nessun evento può influenzare un osservatore esterno. Anche se avessimo un’astronave in grado di viaggiare verso un buco nero relativamente vicino, la sua intensa gravità allungherebbe e comprimerebbe la navicella spaziale e tutto l’equipaggio.
Il tempo, inoltre, secondo la teoria della relatività generale, scorre più lentamente. Un ipotetico osservatore vedrebbe la navicella spaziale rallentare, ma non ne vedrebbe mai l’arrivo. La Terra, invece, presenta la giusta gravità per camminare liberamente, senza sollevarci dal suolo o strisciare per terra.
4) L’UOMO
Ogni essere vivente presente sulla Terra è il risultato di un lungo processo evolutivo. Anche il corpo umano è stato modellato dall’ambiente terrestre: respiriamo un’atmosfera composta per circa il 21% di ossigeno, il nostro cuore pompa il sangue contro una gravità ben precisa e il nostro organismo mantiene una temperatura interna di circa 37°C grazie a un delicato equilibrio con il clima che ci circonda.
Basterebbe modificare uno solo di questi fattori per mettere in crisi la nostra sopravvivenza. Una gravità molto più intensa renderebbe difficoltoso ogni movimento e sottoporrebbe ossa e muscoli a uno sforzo enorme; una gravità troppo debole, invece, provocherebbe nel tempo la perdita di massa ossea e muscolare, come dimostrano gli astronauti durante le permanenze prolungate nello spazio. Allo stesso modo, un’atmosfera più povera di ossigeno renderebbe ogni respiro un’impresa, mentre una pressione diversa altererebbe il funzionamento dei nostri polmoni e della circolazione sanguigna.
Anche il ciclo di ventiquattro ore che scandisce l’alternanza tra il giorno e la notte ha plasmato il nostro organismo. Il cosiddetto ritmo circadiano regola il sonno, la produzione di ormoni, la temperatura corporea e numerose altre funzioni vitali. Su mondi dove un giorno dura mesi o addirittura anni, oppure dove il Sole non sorge mai, il nostro equilibrio biologico verrebbe profondamente alterato.
L’uomo, quindi, non è semplicemente un abitante della Terra: ne è il prodotto. Il nostro pianeta non è soltanto il luogo in cui viviamo, ma il mondo che ha costruito, nel corso di milioni di generazioni, ogni caratteristica del nostro corpo. Forse è anche per questo che, almeno per quanto oggi conosciamo, non esiste nell’universo un luogo capace di accoglierci meglio della nostra casa.
5) IL VENTO
Nostro amico quando soffia come una brezza nelle calde giornate estive o terribile nemico nelle tempeste più forti, il vento non è una caratteristica esclusiva del nostro pianeta. Come vedremo, tuttavia, escludendo gli eventi più violenti come i tornado o gli uragani più intensi, sulla stragrande maggioranza del nostro pianeta e per un periodo sufficiente, è possibile evitare che questo ci uccida.
Su Saturno, ad esempio, la corrente equatoriale soffia alla terrificante velocità di 1000 km/h. Le correnti sono molto ampie e, curiosamente, non sembrano avere alcun rapporto con i confini tra zone e fasce, che sono più indefiniti. Un po’ meno violenti, ma pur sempre devastanti, sono i venti su Urano, un altro gigante gassoso del nostro Sistema Solare. È stato accertato che i venti su questo grande pianeta possono raggiungere gli 800 km/h.
I venti su Nettuno sembrano variare da circa 72 km/h fino a 846 km/h, con punte di 2414 km/h. Sulla cima delle nubi, i venti predominanti variano in velocità dai 1440 km/h lungo l’equatore ai 900 km/h sui poli. Su Giove, invece, oltre a riscontrare venti violentissimi, avremmo bisogno di portare ossigeno, poiché l’atmosfera è composta principalmente da idrogeno ed elio, con nubi per lo più di ammoniaca. Inoltre, data la forte gravità del pianeta e la rotazione super-veloce sul suo asse rispetto alla Terra (dieci ore contro ventiquattro ore), un paracadutista precipiterebbe 2,5 volte più velocemente di quanto non farebbe sulla Terra, mentre verrebbe colpito da venti tra 430 e 680 chilometri all’ora. Tutto questo mentre rischierebbe di essere colpito da fulmini fino a mille volte più potenti di quelli terrestri.
6) FORZE MAREALI CONTENUTE
Sulla Terra le maree sono dovute alle forze mareali generate dalla Luna e, in minor parte, dal Sole. In alcune aree del mondo è necessario prestare attenzione a non essere travolti dall’onda di piena, ma anche in questo caso dobbiamo ritenerci fortunati. Su Io, uno dei satelliti di Giove scoperti da Galileo, le intense forze gravitazionali create dal gigante gassoso, da Europa e Ganimede, fanno sì che la superficie rocciosa si gonfi regolarmente fino a cento metri. Ciò comporta un’intensa attività vulcanica con fontane di lava alte decine di chilometri, a cui si aggiunge una sottile atmosfera di anidride solforosa e intense radiazioni provenienti da Giove. Non è il posto ideale per trascorrere una vacanza.
8) OCEANI EMERSI
Tra i corpi celesti più adatti ad ospitare la vita oltre alla Terra non si può non menzionare Europa. Esso può ospitare più acqua liquida rispetto a tutti gli oceani della Terra. L’oceano di Europa è globale, ma non ha spiaggia. Solo oceano, tutto intorno.
La luce del sole non brilla sull’acqua e non ci sono onde perché è nascosto sotto miglia – forse decine di miglia – di ghiaccio che racchiude l’intera luna. Inoltre, se anche ci trovassimo sulla superficie, non vedremmo che Giove, il gigante del Sistema Solare; e a tutto questo si aggiungerebbe una temperatura ambientale compresa tra -134°C e -223°C. Nemmeno una tuta spaziale potrebbe proteggerci da quelle fastidiose particelle atomiche catturate dal campo magnetico di Giove, le quali “frustano” Europa con una tale energia da poter distruggere le molecole e ionizzare gli atomi. Le radiazioni ionizzanti di Europa danneggerebbero o distruggerebbero le cellule del corpo umano, causando malattie da radiazioni.
9) NESSUNO COME LA TERRA
Dopo aver letto queste righe dovremmo essere consapevoli che abbiamo il meglio di quanto l’universo conosciuto ci consenta. Almeno per ora. È nostro compito costruire una società fondata sul rispetto della natura in tutta la sua diversità e garantire l’integrità dei sistemi ecologici terrestri, con speciale riguardo alla diversità biologica e ai processi naturali.
Concludiamo questo viaggio alla ricerca di esopianeti vivibili che possano farci dimenticare quanto la Terra sia ospitale. Ne sono stati scoperti migliaia e, nonostante la somiglianza di molti di essi al nostro pianeta, nessuno sembra soddisfare i requisiti che esso ci regala. Alcuni, nonostante si trovino nella fascia abitabile delle proprie stelle, presentano valori di temperatura troppo elevati, escursioni termiche accentuate o sono soggetti ad espulsioni di massa coronale senza beneficiare di un campo magnetico.
Kepler-7b, ad esempio, ha una densità del 17% rispetto a quella dell’acqua, paragonabile a quella del polistirene. Ciò significa che potrebbe effettivamente galleggiare in una vasca da bagno. Come altri esopianeti chiamati “gioviani caldi“, questo è molto vicino alla sua stella e percorre una completa rivoluzione in soli cinque giorni terrestri (la Terra impiega 365 giorni).
Un lato è sempre rivolto verso la sua stella, proprio come un lato della Luna è sempre rivolto verso la Terra. Ciò significa che in un emisfero fa sempre caldo e non esiste la notte, viceversa nell’altro si è sempre al buio. Ma le sorprese non finiscono qui: Kepler-7b presenta una coltre di nubi basse e immobili composte di roccia e ferro evaporati che concorrono a misurare una temperatura al suolo di 1356°C.
ABBIAMO IL MEGLIO, PRENDIAMOCENE CURA
La Terra è la nostra unica casa. Le altre, se anche esistessero, giacciono a distanze enormi, per ora inimmaginabili. Tutti noi abbiamo il dovere di lottare per tutelare il delicato equilibrio che consente la vita. Sperando di affrontare le avversità con un sorriso in più.

