Cosa sono le congiunzioni astronomiche?

Il cielo notturno è da sempre uno degli spettacoli naturali più affascinanti, capace di rapire l’umanità con la sua bellezza millenaria. Sebbene oggi l’inquinamento luminoso ne renda difficile l’osservazione, gli astri più luminosi sanno ancora regalare splendide visioni. La sera del 18 Maggio 2026, poco dopo il tramonto del Sole, volgendo lo sguardo a occidente, potremo ammirare la congiunzione tra la Luna e Venere.

In astronomia, si parla di congiunzione quando due corpi celesti appaiono vicini nel cielo perché allineati rispetto al nostro punto di osservazione. Hanno, cioè, la stessa longitudine eclittica o ascensione retta. Per gli astri che orbitano tra la Terra e il Sole, esistono due tipologie di questo fenomeno: 

  • Congiunzione superiore: il pianeta si trova dalla parte opposta del Sole rispetto alla Terra, posizionandosi alla massima distanza possibile. 
  • Congiunzione inferiore: il pianeta si trova tra la Terra e il Sole, raggiungendo la sua minima distanza da noi.

Le congiunzioni sono un fenomeno puramente prospettico, noto come allineamento angolare: i due astri sembrano quasi toccarsi nel cielo, ma in realtà si trovano su orbite diverse e a distanze enormi l’uno dall’altro; è solo il loro allineamento rispetto alla nostra visuale a regalarci questa illusione ottica.

Tornando all’evento del 18 Maggio, meteo permettendo, il nostro satellite si presenterà come una sottile falce crescente, mentre Venere brillerà intensamente nel crepuscolo. A completare il quadro ci sarà anche Giove, visibile come un piccolo punto color bianco avorio, dalla luminosità apparentemente più discreta rispetto a quella di Venere.

Renato Sansone

Giornalista scientifico iscritto all’Ordine dal 2013, ha consolidato la propria formazione attraverso il praticantato giornalistico, avviando una carriera dedicata alla divulgazione presso prestigiose testate di settore. Parallelamente all'attività redazionale, dal 2007 conduce una ricerca specialistica sui raffreddamenti radiativi nelle doline carsiche. In collaborazione con Arpa Veneto, ha approfondito dinamiche mesoclimatiche rare e ancora poco documentate, come la tracimazione del cold air pool tra sinkhole limitrofi. Esperto di monitoraggio ambientale, ha ideato e coordinato il progetto che ha portato al rilievo dello storico record di -30,8°C ai Piani del Pollino, la temperatura più bassa mai registrata nel Sud Italia.