Afa a Taranto: picchi di 26°C di dew point

In questi minuti la rete meteorologica GeoTaras sta registrando picchi di dew point (punto di rugiada) di ben 26.0°C. Si tratta di dati importanti per il nostro territorio, che si traducono in 𝐮𝐧’𝐚𝐟𝐚 𝐩𝐞𝐬𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐨𝐩𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐚 𝐭𝐨𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞. Quando il punto di rugiada tocca i 26°C, l’aria è satura di umidità ed il il nostro sudore non riesce a evaporare. Di conseguenza, il corpo perde la sua naturale capacità di raffreddarsi e la percezione del caldo schizza verso l’alto, ben oltre la temperatura reale segnata dal termometro.

Per la popolazione questo significa soprattutto forte disagio, sudorazione continua e spossatezza. Discorso diverso, invece, per i soggetti più fragili, per i quali questa combinazione di caldo e umidità estrema può diventare potenzialmente pericolosa:

– 𝐀𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢: il loro sistema di termoregolazione è meno efficiente e fanno più fatica ad avvertire lo stimolo della sete, rischiando una rapida disidratazione.

– 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐢𝐨𝐩𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢: per cercare di raffreddarsi, il cuore è costretto a pompare molto più velocemente. Questo sforzo extra può affaticare pericolosamente l’apparato cardiocircolatorio.

– 𝐂𝐡𝐢 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐢𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢: un’aria così densa di vapore acqueo risulta letteralmente più “pesante” da respirare, aumentando il senso di affanno in chi soffre di asma o malattie polmonari.

– 𝐁𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 (𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐢 𝟐 𝐚𝐧𝐧𝐢): Il loro sistema di termoregolazione non è ancora maturo e sudano meno efficacemente degli adulti. Rischiano una disidratazione rapida e colpi di calore, che spesso si manifestano con sonnolenza e irritabilità.

In momenti come questo, il consiglio principale per proteggere i più deboli è quello di rimanere in ambienti deumidificati o condizionati, bere molta acqua ed evitare per quanto possibile sforzi fisici.

Renato Sansone

Giornalista scientifico iscritto all’Ordine dal 2013, ha consolidato la propria formazione attraverso il praticantato giornalistico, avviando una carriera dedicata alla divulgazione presso prestigiose testate di settore. Parallelamente all'attività redazionale, dal 2007 conduce una ricerca specialistica sui raffreddamenti radiativi nelle doline carsiche. In collaborazione con Arpa Veneto, ha approfondito dinamiche mesoclimatiche rare e ancora poco documentate, come la tracimazione del cold air pool tra sinkhole limitrofi. Esperto di monitoraggio ambientale, ha ideato e coordinato il progetto che ha portato al rilievo dello storico record di -30,8°C ai Piani del Pollino, la temperatura più bassa mai registrata nel Sud Italia.