In questi minuti la rete meteorologica GeoTaras sta registrando picchi di dew point (punto di rugiada) di ben 26.0°C. Si tratta di dati importanti per il nostro territorio, che si traducono in 𝐮𝐧’𝐚𝐟𝐚 𝐩𝐞𝐬𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐨𝐩𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐚 𝐭𝐨𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞. Quando il punto di rugiada tocca i 26°C, l’aria è satura di umidità ed il il nostro sudore non riesce a evaporare. Di conseguenza, il corpo perde la sua naturale capacità di raffreddarsi e la percezione del caldo schizza verso l’alto, ben oltre la temperatura reale segnata dal termometro.
Per la popolazione questo significa soprattutto forte disagio, sudorazione continua e spossatezza. Discorso diverso, invece, per i soggetti più fragili, per i quali questa combinazione di caldo e umidità estrema può diventare potenzialmente pericolosa:
– 𝐀𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐢: il loro sistema di termoregolazione è meno efficiente e fanno più fatica ad avvertire lo stimolo della sete, rischiando una rapida disidratazione.
– 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐢𝐨𝐩𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢: per cercare di raffreddarsi, il cuore è costretto a pompare molto più velocemente. Questo sforzo extra può affaticare pericolosamente l’apparato cardiocircolatorio.
– 𝐂𝐡𝐢 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐢𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢: un’aria così densa di vapore acqueo risulta letteralmente più “pesante” da respirare, aumentando il senso di affanno in chi soffre di asma o malattie polmonari.
– 𝐁𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 (𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐢 𝟐 𝐚𝐧𝐧𝐢): Il loro sistema di termoregolazione non è ancora maturo e sudano meno efficacemente degli adulti. Rischiano una disidratazione rapida e colpi di calore, che spesso si manifestano con sonnolenza e irritabilità.
In momenti come questo, il consiglio principale per proteggere i più deboli è quello di rimanere in ambienti deumidificati o condizionati, bere molta acqua ed evitare per quanto possibile sforzi fisici.
