Zanzare, i fattori chimici e fisici che ti trasformano in un bersaglio

Alcune persone sono veri e propri bersagli per le zanzare, mentre altre vengono del tutto ignorate. Ora, gli scienziati stanno finalmente decifrando il mix di segnali chimici e fisici che rende un individuo irresistibile per questi insetti, vettori di pericolose malattie.

Le zanzare femmina (le uniche che pungono per sviluppare le uova) scelgono le proprie “vittime” orientandosi attraverso tre stimoli principali che percepiscono a distanze differenti:

  • Anidride carbonica (CO2): È il primo segnale chimico. Rilevato fino a decine di metri di distanza, attiva il comportamento di caccia dell’insetto. E’ un’evidenza che la scienza ormai conosce da decenni. Alcune persone producono e rilasciano più CO2 di altre e le zanzare ne percepiscono la quantità e la concentrazione. Ne emettono maggiormente le persone con metabolismo più rapido (ad esempio chi conduce attività fisica), le persone con massa corporea maggiore e/o in sovrappeso (perché producono più ossigeno, e quindi più scarti respiratori), le donne in stato di gravidanza (il volume respiratorio aumenta per sostenere il feto), chi ha consumato alcol.
  • Odore corporeo: Entra in gioco a circa 10 metri di distanza, amplificando l’effetto della CO2.
  • Calore e umidità: Guidano l’insetto nella fase finale del volo, quando si trova ormai a pochissima distanza dalla pelle.

I falsi miti: gruppo sanguigno e aspetto fisico

Molte credenze popolari sono state smentite dagli esperti. Secondo l’entomologo Frederic Simard del French National Research Insitute for Sustainable Development (IRD), non esiste alcuna prova scientifica che colleghi l’attrazione delle zanzare al gruppo sanguigno. I vecchi studi in merito sono infatti insufficienti perché condotti su campioni troppo piccoli. Inoltre, fattori estetici come il colore della pelle, degli occhi o dei capelli non influenzano minimamente la scelta dell’insetto.

La chimica della pelle e il ruolo del sebo

Il vero fattore determinante è l’odore generato dal microbiota cutaneo (i batteri che vivono sulla nostra pelle). Il corpo umano rilascia tra i 300 e i 1.000 composti odorosi differenti.

Un recente studio guidato dallo scienziato svedese Rickard Ignell ha fatto luce su questo meccanismo:

  • Il test: i ricercatori hanno analizzato le reazioni della zanzara Aedes aegypti (responsabile di dengue e febbre gialla) su un campione di 42 donne.
  • I composti chiave: è emerso che le zanzare riescono a rilevare solo 27 composti sui circa 1.000 disponibili.
  • La molecola “magnetica”: le persone più colpite, tra cui le donne al secondo trimestre di gravidanza, producevano quantità elevate di una sostanza derivata dalla scomposizione del sebo cutaneo. Si tratta dell’1-octen-3-olo (noto anche come alcol dei funghi). Anche un minimo incremento di questo composto aumenta drasticamente l’attrattiva.

L’effetto della birra: un moltiplicatore di punture

Il consumo di alcol, in particolare della birra, altera temporaneamente il nostro corpo rendendoci prede perfette. La birra infatti aumenta la temperatura corporea, incrementa l’emissione di CO2 e modifica l’odore della pelle. Due ricerche lo confermano:

  1. In Burkina Faso: un test standardizzato ha dimostrato che le zanzare del genere Anopheles (vettori della malaria) preferivano nettamente i volontari dopo che questi avevano assunto birra, rispetto a quando bevevano solo acqua.
  2. Nei Paesi Bassi (studio del 2023): un esperimento su 465 volontari ha dimostrato che chi aveva bevuto birra nelle 24 ore precedenti risultava 1,35 volte più attraente per le zanzare Anopheles rispetto agli altri.

Come difendersi?

Comprendere questi meccanismi è di fondamentale importanza. Il surriscaldamento globale sta ampliando l’area di diffusione di insetti pericolosi come la zanzara tigre (vettore della chikungunya), che ha recentemente colonizzato territori precedentemente immuni, come la regione dell’Alsazia in Francia.

Per ridurre il rischio di punture, gli esperti consigliano di:

  • Indossare abiti larghi che coprano braccia e gambe. Le zanzare riescono a pungere facilmente attraverso i tessuti aderenti (come i leggings). Gli abiti larghi creano un’intercapedine d’aria che impedisce all’ago dell’insetto di raggiungere la pelle.
  • Indossare abiti chiari. Le zanzare volano basso e si orientano anche con la vista, preferendo i colori scuri (come il nero o il blu notte) che contrastano con l’orizzonte. I vestiti bianchi o beige le attraggono molto meno.
  • Utilizzare zanzariere e repellenti specifici. In commercio ne esistono di vari tipi.
  • Gestione dell’ambiente: per ridurre drasticamente il numero di zanzare intorno a casa, bisogna bloccare il loro ciclo di riproduzione, che necessita di acqua stagnante che può essere presente in sottovasi e contenitori.
  • Evitare pasti troppo abbondanti.
  • Limitare il consumo di sostanze alcoliche.
  • Fare una doccia fredda dopo l’attività fisica per ridurre la temperatura corporea.

Renato Sansone

Giornalista scientifico iscritto all’Ordine dal 2013, ha consolidato la propria formazione attraverso il praticantato giornalistico, avviando una carriera dedicata alla divulgazione presso prestigiose testate di settore. Parallelamente all'attività redazionale, dal 2007 conduce una ricerca specialistica sui raffreddamenti radiativi nelle doline carsiche. In collaborazione con Arpa Veneto, ha approfondito dinamiche mesoclimatiche rare e ancora poco documentate, come la tracimazione del cold air pool tra sinkhole limitrofi. Esperto di monitoraggio ambientale, ha ideato e coordinato il progetto che ha portato al rilievo dello storico record di -30,8°C ai Piani del Pollino, la temperatura più bassa mai registrata nel Sud Italia.