Con l’arrivo della primavera e delle temperature più miti, la fauna selvatica entra nel periodo di maggiore attività biologica. Non fanno eccezione i rettili e in particolare i serpenti, che si risvegliano dalla fase di torpore invernale (o brumazione).
Spesso questi animali suscitano timore o diffidenza, ma in realtà svolgono un ruolo ecologico fondamentale. I serpenti sono infatti importanti predatori naturali, soprattutto di roditori, contribuendo così al mantenimento dell’equilibrio degli ecosistemi e fornendo un prezioso servizio ecosistemico.
Parallelamente all’aumento dell’attività della fauna, anche l’uomo torna a frequentare più assiduamente ambienti naturali, sentieri, campagne e aree boschive. È proprio questa concomitanza a determinare un aumento della probabilità di incontro tra persone e serpenti durante i mesi primaverili.
Ogni anno, però, il maggior numero di avvistamenti viene talvolta interpretato come un improvviso incremento delle popolazioni di serpenti, generando inutili allarmismi. In realtà, nella maggior parte dei casi, si tratta semplicemente di una maggiore sovrapposizione tra attività umane e attività della fauna selvatica. Anche la presenza di serpenti nelle periferie urbane o in prossimità dei centri abitati è un fenomeno del tutto naturale, soprattutto quando queste aree confinano con ambienti naturali o seminaturali.
Le vipere nostrane
In Italia sono presenti quattro specie di vipera:
- Vipera aspis
- Vipera berus
- Vipera ammodytes
- Vipera ursinii
La specie più diffusa è Vipera aspis, comunemente nota come vipera comune. In Puglia è presente con due sottospecie: Vipera aspis hugyi e Vipera aspis francisciredi.
Attualmente non esistono studi sistematici a livello nazionale sui trend di abbondanza o densità delle vipere italiane.
Degli osservati speciali
L’attenzione mediatica nei confronti di questi animali aumenta soprattutto quando si parla di serpenti velenosi o di morsicature. È importante però ricordare che le vipere, così come tutti gli altri serpenti italiani, non attaccano l’uomo in modo gratuito e mordono esclusivamente a scopo difensivo, quando non hanno possibilità di fuga.
Le vipere sono animali generalmente schivi, tranquilli e poco aggressivi. La quasi totalità degli incidenti avviene infatti in seguito a comportamenti imprudenti da parte dell’uomo, come tentativi di cattura o manipolazione, calpestamenti accidentali o interazioni troppo ravvicinate.
Anche la quantità di veleno inoculata durante un morso può variare notevolmente. Il veleno rappresenta per la vipera una risorsa fondamentale per la predazione e richiede tempo per essere rigenerato dalle ghiandole velenigene. Per questo motivo, una parte dei morsi — stimata intorno al 20% — è costituita da cosiddetti “morsi a secco”, cioè privi di inoculazione di veleno.
Nelle vipere italiane la quantità di veleno inoculata non è considerata letale per un adulto sano (i casi di letalità sono spesso associati a pazienti non in perfette condizioni di salute). I soggetti più esposti a eventuali complicanze sono ovviamente quelli fragili, come bambini, anziani o persone affette da patologie.
In ogni caso, indipendentemente dall’età o dalle condizioni di salute note, in seguito a un morso da parte di un qualsiasi serpente (velenoso e non), è sempre assolutamente necessario condurre il malcapitato al primo pronto soccorso disponibile per una valutazione medico-clinica.
Alcune piccole regole
Per convivere serenamente con questi animali bastano poche semplici regole:
- osservare attentamente dove si cammina o ci si siede;
- rimestare la vegetazione con un bastone di opportuna lunghezza prima di raccogliere essenze vegetali edibili, funghi, ecc;
- mantenere sempre una distanza di sicurezza dall’animale;
- non tentare mai di catturare o disturbare un serpente;
- lasciare sempre una via di fuga libera all’animale.
Se si porta con sé un cane, è importante tenerlo al guinzaglio: oltre a essere obbligatorio lungo molti sentieri pubblici, questo aiuta a evitare che l’animale disturbi la fauna selvatica o si esponga inutilmente a situazioni di rischio.
Conoscere gli animali che condividono con noi il territorio è il primo passo per superare paure ingiustificate e imparare a rispettare una componente preziosa della nostra biodiversità.
Bibliografia:
- Calori, M., Davanzo, F. (1999). Serpenti velenosi. Italia: Edagricole.
- Cecchetti, M., Grisolia, F., Botarelli, P., Missanelli A. (2024). Morso di Vipera – La newsletter di SIMYoung – Luglio 2024 – https://campus.meyer.it/wpcontent/uploads/2024/07/Newsletter_simyoung_Morso-di-vipera.pdf
- Di Nicola, M. R., Cavigioli, L., Luiselli, L., & Andreone, F. (2021). Anfibi e Rettili d’Italia. Latina: Edizioni Belvedere.
- Grano, M., Meier, G., & Cattaneo, C. (2017). Vipere italiane. Bergamo: Castel Negrino Editore.
- Pozio, E (1988). Venomous snake bites in Italy: epidemiological and clinical aspects. Trop Med Parasitol. Mar;39(1):62-6. PMID: 3387830.
- Razzetti, E., Bruni, G., Di Tizio, L., Liuzzi, C. & Sindaco, R. (2025) Atlante degli Anfibi e Rettili d’Italia. Edizioni Belvedere.
Sitografia:
- Protocollo per la gestione dei morsi di Vipera, Centro Antiveleni Milano. https://www.centroantiveleni.org/
