Taranto, undici anni fa l’alluvione che mise in ginocchio la città

Il 16 Ottobre 2015, esattamente undici anni fa, un temporale auto-rigenerante, più propriamente detto “cluster multicellulare con rigenerazione sopravvento“, generò la precipitazione più intensa che si ricordi nel capoluogo ionico (maggiore anche all’evento del 15 Settembre 1883 di cui abbiamo parlato).
Fu un evento eccezionale: in poche ore cadde una quantità d’acqua pari a quella che generalmente i pluviometri accumulano nel corso di 6 mesi.

Questi i dati registrati dalla stazione di rilevamento cittadina della Protezione Civile Regione Puglia:
– 87,8 mm in 60 minuti
– 138,4 mm in 180 minuti
– 194,4 mm in 360 minuti
– 201,8 mm dato finale
Ai dati della Protezione Civile si aggiunsero rilevazioni semi-professionali provenienti da due stazioni ubicate a circa 2 chilometri una dall’altra, che registrarono 210.8 mm e 214.6 mm, rispettivamente.

Ottobre 2015 divenne così il mese con maggior accumulo pluviometrico da quando esistono rilevazioni (295.8 mm, contro una media di poco più di 60 mm).
Il fenomeno ebbe origine in mare, da cui trasse la propria energia. I temporali auto-rigeneranti si sviluppano frequentemente nei mesi autunnali per contrasto di masse d’aria di diversa estrazione, quando la temperatura superficiale marina è ancora mite, restando attivi sino a quando non viene meno l’equilibrio termodinamico tra le correnti.

L’orografia dell’arco Ionico esalta tali fenomeni con vento proveniente da S/E (lo Scirocco), ma fortunatamente essi hanno tempi di ritorno elevati.
In quei giorni ci furono ampie discussioni in merito alla progettualità del lavoro ingegneristico e all’incuria dell’amministrazione in tema di prevenzione, ma dai dibattiti si cercò di trarre il fattore positivo derivato da un bilancio privo di vittime. Inoltre, eventi di questa portata comporterebbero disagi ovunque, a prescindere dall’efficienza delle infrastrutture.

LA PLUVIOMETRIA DI OTTOBRE

Il mese di Ottobre a Taranto ha sempre alternato anni particolarmente piovosi ad altri caratterizzati da precipitazioni ben sotto la media di riferimento. Oltre al già citato 2015 (295.8 mm), viene ricordato il 1940, durante il quale furono registrati ben 250.8 mm di pioggia. Al contrario, nell’Ottobre 1995 il pluviometro registrò solamente 0.2 mm di pioggia. La media riferita a 103 anni di rilevazioni si attesta a 60.8 mm.    

Renato Sansone

Giornalista scientifico iscritto all’Ordine dal 2013, ha consolidato la propria formazione attraverso il praticantato giornalistico, avviando una carriera dedicata alla divulgazione presso prestigiose testate di settore. Parallelamente all'attività redazionale, dal 2007 conduce una ricerca specialistica sui raffreddamenti radiativi nelle doline carsiche. In collaborazione con Arpa Veneto, ha approfondito dinamiche mesoclimatiche rare e ancora poco documentate, come la tracimazione del cold air pool tra sinkhole limitrofi. Esperto di monitoraggio ambientale, ha ideato e coordinato il progetto che ha portato al rilievo dello storico record di -30,8°C ai Piani del Pollino, la temperatura più bassa mai registrata nel Sud Italia.