Taranto, Agosto 2026 da record per il disagio bioclimatico

Si è appena concluso un mese di agosto da bollino rosso per la città di Taranto. I dati raccolti dalle tre stazioni meteorologiche della rete GeoTaras dipingono il quadro di un’estate intensa, caratterizzata non solo da temperature elevate, ma soprattutto da alti livelli di umidità che hanno reso l’aria diffusamente pesante, superando le normali soglie del benessere bioclimatico. La temperatura media totale è risultata di 30,3°C, un valore eccezionalmente alto che si piazza appena dietro al bollente luglio 2024 (sopra anche la famigerata estate 2003). I dati confermano un trend termico in rialzo, che ha trasformato l’estate ionica in un lungo e ininterrotto periodo di canicola.

Il mese ha messo a dura prova la popolazione e l’ecosistema locale. Le temperature massime non sono mai scese sotto i 30°C e le notti tropicali (31 su 31) non hanno concesso il minimo refrigerio, mantenendo l’indice di disagio bioclimatico a livelli di allerta. Il record termico del 29 agosto rimarrà negli annali meteorologici della città come testimonianza di un cambiamento climatico che sul bacino del Mediterraneo sta accelerando in modo vistoso.

Il picco storico del 29 Agosto

All’anomalia della costanza del caldo, si è aggiunta la fiammata record registrata proprio alla fine del mese. Il picco massimo è stato raggiunto il 29 agosto, quando i termometri cittadini hanno toccato il valore record di 41,0°C, superando in ogni angolo i 40°C. Un dato anomalo per l’ultima decade di agosto, periodo in cui l’estate dovrebbe teoricamente iniziare a mostrare i primi cedimenti sotto i colpi delle prime perturbazioni atlantiche.

Il Dew Point, parametro dell’afa

Per comprendere la portata di questi dati, è fondamentale monitorare il dew point (punto di rugiada). A differenza dell’umidità relativa (espressa in percentuale), il dew point è la temperatura alla quale l’aria dovrebbe raffreddarsi per diventare satura di vapore acqueo, condensandolo in rugiada. In meteorologia, questo parametro è il termometro reale dell’afa: più è alto, maggiore è il disagio bioclimatico. La soglia dei 20°C di dew point è considerata lo spartiacque universale oltre il quale il corpo umano sperimenta un forte disagio, poiché il sudore evapora con molta fatica, ostacolando la naturale termoregolazione dell’organismo.

I dati della rete GeoTaras: afa persistente senza tregua

La rete GeoTaras ha registrato dati indicativi: ogni singolo giorno di agosto ha superato la barriera dei 20°C di dew point come picco massimo. La media mensile dei picchi si è attestata a ben 24.5°C, il che significa che la popolazione ha dovuto fare i conti con condizioni di afa marcata su base quotidiana.

L’apice di questa prolungata ondata di umidità è stato toccato alla stazione di Taranto Montegranaro, che ha registrato una punta massima di 26.6°C di dew point, un valore tipico di climi tropicali (che negli ultimi anni viene raggiunto sempre più spesso). La media totale mensile del punto di rugiada è stata di 20.4°C. Un dato statistico che certifica come a Taranto, per l’intero mese di Agosto, la sensazione di calore opprimente sia stata praticamente continua.

Estati a confronto

Per quanto riguarda l’estate 2026, il dato termico è risultato di +1,02°C rispetto all’estate 2025 e di +1,10°C rispetto all’estate 2023. Solo l’estate 2024 è stata capace di fare peggio (-0,51°C), grazie al mese di Luglio 2024 più caldo da quando esistono rilevazioni. Come già descritto, l’estate appena trascorsa si è contraddistinta come la peggiore dal punto di vista del disagio bioclimatico, vedendo una combinazione temperatura-umidità da bollino rosso quasi costante.

I dati scientifici della rete confermano l’importanza del monitoraggio microclimatico urbano per comprendere le dinamiche ambientali e l’evoluzione delle stagioni sul nostro territorio.

Renato Sansone

Giornalista scientifico iscritto all’Ordine dal 2013, ha consolidato la propria formazione attraverso il praticantato giornalistico, avviando una carriera dedicata alla divulgazione presso prestigiose testate di settore. Parallelamente all'attività redazionale, dal 2007 conduce una ricerca specialistica sui raffreddamenti radiativi nelle doline carsiche. In collaborazione con Arpa Veneto, ha approfondito dinamiche mesoclimatiche rare e ancora poco documentate, come la tracimazione del cold air pool tra sinkhole limitrofi. Esperto di monitoraggio ambientale, ha ideato e coordinato il progetto che ha portato al rilievo dello storico record di -30,8°C ai Piani del Pollino, la temperatura più bassa mai registrata nel Sud Italia.