L’oasi Lipu Gravina di Laterza: un tesoro di biodiversità

Sul ciglio della Gravina di Laterza esiste un ecosistema unico, dove la potenza dell’erosione fluviale ha scavato pareti verticali e spettacolari incisioni nelle rocce calcaree. Con i suoi 871 ettari, questa è la più grande Oasi Lipu d’Italia, un’area di enorme valore conservazionistico riconosciuta anche a livello europeo come Zona di Protezione Speciale (ZPS) e Zona Speciale di Conservazione (ZSC).

Un percorso storico e gestionale

L’Oasi nasce ufficialmente nel 1984 come area di protezione della fauna, ma è dal 1999 che la gestione è affidata alla Lipu, in stretta sinergia con il Comune di Laterza e la Provincia di Taranto. Dal 2005, la riserva è parte integrante del Parco regionale “Terra delle Gravine“, confermandosi un presidio fondamentale per la tutela delle varietà geomorfologiche e biologiche del territorio.

Il panorama colpisce per il contrasto tra le nude pareti di roccia e le fitte aree boscate. Lungo i sentieri è possibile incontrare il fragno, una quercia tipica dell’Europa Sud-orientale che in Italia trova qui una delle sue rarissime testimonianze. Tra gli anfratti rocciosi resistono essenze arboree specializzate e specie rupicole rare, come la Campanula versicolor.

Il regno della fauna selvatica

L’Oasi è un santuario per l’avifauna. Alzando lo sguardo si possono scorgere il maestoso Capovaccaio (il celebre “avvoltoio degli egizi”), il Falco lanario, i grillai e la Cicogna nera, che trovano nelle cavità naturali il luogo ideale per nidificare. In primavera, la gravina si anima con i voli nuziali della Monachella, il canto del Passero solitario e il brulicare di piccoli passeriformi come lo Scricciolo e l’Occhiocotto tra i cespugli.
Il territorio ospita anche mammiferi di grande importanza come il lupo, la lontra, l’istrice e diverse specie di pipistrelli. Non mancano rarità legate esclusivamente all’area delle gravine, come il Geco di Kotschy e il coloratissimo Colubro leopardino.

Ricerca, educazione e accoglienza

La Lipu non si occupa solo di conservazione diretta, ma pone le basi per la tutela della natura attraverso la ricerca scientifica. Grande attenzione è rivolta alla sensibilizzazione: il centro visite, dotato di aula didattica e diorama, accoglie scolaresche e cittadini per eventi e percorsi di educazione ambientale.
Per i visitatori è disponibile un parcheggio e una rete di sentieri-natura attrezzati con pannelli informativi. La fruibilità dei percorsi è organizzata nel rispetto della fauna, potendo variare in base ai delicati periodi di nidificazione delle specie che abitano la gravina.

Renato Sansone

Giornalista scientifico iscritto all’Ordine dal 2013, ha consolidato la propria formazione attraverso il praticantato giornalistico, avviando una carriera dedicata alla divulgazione presso prestigiose testate di settore. Parallelamente all'attività redazionale, dal 2007 conduce una ricerca specialistica sui raffreddamenti radiativi nelle doline carsiche. In collaborazione con Arpa Veneto, ha approfondito dinamiche mesoclimatiche rare e ancora poco documentate, come la tracimazione del cold air pool tra sinkhole limitrofi. Esperto di monitoraggio ambientale, ha ideato e coordinato il progetto che ha portato al rilievo dello storico record di -30,8°C ai Piani del Pollino, la temperatura più bassa mai registrata nel Sud Italia.