Ecco i primi 30°C dell’anno a Taranto

Taranto, 26 Maggio 2026 – Le temperature sulla città dei due mari hanno assunto valori tipicamente estivi con una tempistica precoce rispetto alla media degli ultimi anni.
Le stazioni di monitoraggio urbano della rete GeoTaras hanno infatti registrato il superamento dei 30.0°C per la prima volta nel corso del 2026. La “colonnina di mercurio” ha varcato questa soglia sia presso la stazione di Taranto Borgo (30.3°C) sia in quella di Taranto Italia-Montegranaro (30.9°C), siglando il primo vero picco di caldo dell’anno.

UN ANTICIPO NETTO RISPETTO AGLI ULTIMI ANNI

Il dato odierno si distingue per un anticipo significativo rispetto alla cronologia climatica recente. Analizzando l’archivio quadriennale della stazione di Taranto Borgo, emerge chiaramente come la soglia dei 30°C si fosse fatta attendere molto di più nelle passate stagioni:

  • Anno 2023: primi 30.0°C registrati il 19 Giugno
  • Anno 2024: primi 30.0°C registrati il 6 Giugno
  • Anno 2025: primi 30.0°C registrati il 6 Giugno
  • Anno 2026: primi 30.0°C registrati il 26 Maggio

Il caldo estivo si è dunque palesato con circa dieci giorni di anticipo rispetto al biennio precedente.

NESSUN RECORD

Nonostante l’intensità della scaldata e la precocità dell’evento, la giornata odierna non stabilisce un record assoluto per il mese di maggio, pur posizionandosi come una delle più calde in assoluto per la terza decade del mese.
Per trovare il picco storico assoluto di maggio a Taranto bisogna fare un salto indietro di ben venticinque anni. Assumendo come valida la fondamentale uniformità dei dati metrologici della stazione di rilevamento della Protezione Civile della Regione Puglia, il primato imbattuto spetta al 30 Maggio 2001. In quella storica giornata di fine maggio, la rete regionale registrò il valore più alto mai rilevato per il mese nel capoluogo ionico.

Renato Sansone

Giornalista scientifico iscritto all’Ordine dal 2013, ha consolidato la propria formazione attraverso il praticantato giornalistico, avviando una carriera dedicata alla divulgazione presso prestigiose testate di settore. Parallelamente all'attività redazionale, dal 2007 conduce una ricerca specialistica sui raffreddamenti radiativi nelle doline carsiche. In collaborazione con Arpa Veneto, ha approfondito dinamiche mesoclimatiche rare e ancora poco documentate, come la tracimazione del cold air pool tra sinkhole limitrofi. Esperto di monitoraggio ambientale, ha ideato e coordinato il progetto che ha portato al rilievo dello storico record di -30,8°C ai Piani del Pollino, la temperatura più bassa mai registrata nel Sud Italia.