Da Nasisi a Taranto Arsenale: l’antica ferrovia mai dimenticata

Un tempo, lungo le rive del Mar Piccolo di Taranto, esisteva una linea ferroviaria che sussurrava storie di guerra, di commerci e di un territorio vissuto in simbiosi con il suo scorrere. È la storia dell’antica ferrovia Nasisi – Taranto Arsenale, conosciuta anche come “Circummarpiccolo“, un affascinante esempio di archeologia industriale e militare che oggi giace totalmente dismessa e avvolta dal silenzio, testimone silenziosa di un’epoca passata.

MERAVIGLIOSI PAESAGGI

La ferrovia collegava i punti nevralgici della Marina Militare. Oltre al trasporto di materiali bellici e rifornimenti, essa offriva anche un servizio passeggeri per il personale. Il primo tratto, che collegava la stazione di Nasisi (aperta il 25 gennaio 1916) al Bivio Arsenale per una lunghezza di 2,51 km, fu inaugurato nel 1916 come parte del raccordo verso la polveriera di Buffoluto. L’anno successivo, nel 1917, la linea fu prolungata fino a raggiungere l’Arsenale Militare Marittimo, completando un percorso di 18,288 km a scartamento ordinario.

LA CHIUSURA DELLA LINEA

La chiusura della linea avvenne in più fasi:

  • Nel 1967 avvenne l’abbandono del tratto terminale da Collebasso a Taranto Arsenale.
  • Nel 1974 ci fu la chiusura del tronco Bivio Arsenale – Collebasso.
  • Nel 1978 la definitiva chiusura “burocratica” del tratto Nasisi – Bivio Arsenale e del raccordo per Buffoluto, bensì l’attività operativa continuò negli anni ’80.

LA LOCOMOTIVA 835.237

Un simbolo tangibile di questa epoca è la locomotiva a vapore 835.237, che per decenni ha prestato servizio sulla Circummarpiccolo. Costruita tra il 1906 e il 1922 e capace di raggiungere i 55 km/h, questa motrice ha trasportato truppe e materiali fino alla sua dismissione nel 1969.

Dopo essere rimasta abbandonata per 39 anni su un binario morto all’interno dell’Arsenale, nel 2008 è iniziato un meticoloso processo di restauro ad opera dell’Associazione Treni Storici di Puglia (ATSP). Nel novembre del 2020, la locomotiva è tornata a risplendere, posizionata su un breve tratto di binari nel piazzale antistante la Mostra Storica dell’Arsenale (Mo.S.A.), diventando un monumento alla storia industriale e militare della città.

Foto Marina Militare Italiana – Mostra Storica Arsenale (Mo.S.A.)”

UN FASCINO MAI DIMENTICATO

Oggi, ciò che resta della Circummarpiccolo è un percorso di archeologia industriale. Il tracciato, in gran parte inghiottito dalla macchia mediterranea, conserva ancora elementi di grande suggestione. Tra questi spicca l’antico ponte ferroviario in pietra che scavalca il Canale D’Aiedda, una struttura monumentale che si fonde perfettamente con il paesaggio circostante.

Lungo il percorso è ancora possibile scorgere vecchie rotaie arrugginite, alcune delle quali portano ancora impressa la data di fabbricazione e il nome delle acciaierie britanniche che le produssero alla fine dell’Ottocento, come la “Bolckow, Vaughan & Co.” La Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo ha riconosciuto il valore storico della tratta, apponendo vincoli di tutela che ne preservano l’integrità, confermando l’importanza di questo asse per la memoria collettiva.

Particolare di una rotaia del 1881 prodotta dalla Bolckow, Vaughan & Co.

LA NUOVA STAZIONE NASISI

Mentre gran parte del tracciato originale, specialmente da Collebasso in poi, è stato inghiottito dalla vegetazione o dall’asfalto, la stazione di Nasisi è oggi al centro di un imponente progetto di rigenerazione urbana e trasportistica. I lavori, iniziati nel 2024, stanno procedendo secondo il cronoprogramma per un’attivazione prevista per fasi entro la fine del 2026. La nuova stazione è destinata a migliorare l’accessibilità al sistema ferroviario, prolungando i collegamenti Bari-Taranto fino a Nasisi e offrendo un interscambio essenziale per il quartiere Paolo VI e l’intera provincia.

PROSPETTIVE FUTURE?

Da anni, associazioni come Rotaie di Puglia, FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e WWF propongono la trasformazione della linea dismessa in una ferrovia turistica e in una “greenway” ciclopedonale. Il progetto mirerebbe a sfruttare l’ampio sedime ferroviario per far convivere binari per treni storici e piste ciclabili. Questo itinerario si collegherebbe alla Ciclovia della Magna Grecia e alla Via Francigena, offrendo un percorso di circa 30 km intorno al Mar Piccolo, passando per siti di inestimabile valore naturalistico e archeologico, come l’Oasi WWF Palude La Vela e i resti dell’acquedotto romano.

UN SIMBOLO DEL PASSATO

L’antica ferrovia Nasisi-Arsenale, con la sua storia ricca e complessa, rimane un simbolo potente del passato militare e industriale di Taranto. Nonostante la sua dismissione, il suo tracciato e le sue vestigia continuano a raccontare una parte fondamentale dell’identità della città, un patrimonio da custodire e valorizzare nella memoria collettiva.

Fonti e Riferimenti

• Ferrovia Nasisi-Taranto Arsenale – Ferrovie abbandonate

• Prossima fermata: arsenale di Taranto – Marina Militare (PDF)

• Le rotaie della ferrovia Circumarpiccolo di Taranto – Betasom Forum

• Cantieri navali Tosi di Taranto – Wikipedia

Renato Sansone

Giornalista scientifico iscritto all’Ordine dal 2013, ha consolidato la propria formazione attraverso il praticantato giornalistico, avviando una carriera dedicata alla divulgazione presso prestigiose testate di settore. Parallelamente all'attività redazionale, dal 2007 conduce una ricerca specialistica sui raffreddamenti radiativi nelle doline carsiche. In collaborazione con Arpa Veneto, ha approfondito dinamiche mesoclimatiche rare e ancora poco documentate, come la tracimazione del cold air pool tra sinkhole limitrofi. Esperto di monitoraggio ambientale, ha ideato e coordinato il progetto che ha portato al rilievo dello storico record di -30,8°C ai Piani del Pollino, la temperatura più bassa mai registrata nel Sud Italia.